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CONSIGLIO PASTORALE COMUNITA' PASTORALE DI LAVENO MOMBELLO Riduci

COMPONENTI DEL CONSIGLIO PASTORALE UNITARIO DI LAVENO MOMBELLO

 

 

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Il Consiglio Pastorale Parrocchiale Riduci

ANCHE SE IL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE E' STATO SOSTITUITO DA QUELLO DELLA COMUNITA' PASTORALE, LASCIAMO SU QUESTA PAGINA DEL SITO LO STATUTO COME DOCUMENTO STORICO!

 

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è l'organo consultivo che collabora col Parroco nella guida della Comunità cristiana locale, è rinnovato ogni 5 anni per elezione dopo un periodo adeguato di preparazione e di preghiera:

Da alcuni anni vige questo STATUTO che è stato proposto e condiviso da tutti i componenti:

 

STATUTO

del Consiglio Pastorale Parrocchiale di MOMBELLO

                                                                               

PRIMO CAPITOLO

PRINCIPI FONDAMENTALI - FINALITA’ E COMPITI

  

Articolo 1.

 

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale (C.P.P.) della Parrocchia Invenzione di Santo Stefano di Mombello L.M. è costituito per:

 -          tendere a costruire una comunità di persone che sia icona del mistero d’amore, fra Padre,       Figlio e Spirito Santo;

-          annunciare con gioia a tutti gli uomini la Buona Notizia dell’Amore gratuito e salvifico di Dio    così da realizzare nel nostro territorio una autentica esperienza di Chiesa ed esserne testimoni nel mondo ad imitazione del coraggio e della perseveranza nella Fede del Martire S. Stefano, al cui ritrovamento delle Sacre spoglie, la nostra Comunità è dedicata.

 

 Articolo 2.

 

Di queste finalità il C.P.P. vuole:

 

-          essere “segno” e “ strumento” di crescita all’interno della Comunità Parrocchiale;

-          contribuire ad una autentica comunione in unità con la Chiesa locale ed universale mediante     il vincolo della Carità ed il franco confronto delle opinioni in vista di una unità di intenti.

 

 L’adesione al C.P.P. è quindi un gesto di Fede che comporta la pratica concreta della Carità come testimonianza e servizio di Amore e la Missionarietà “facendosi prossimo” verso i fratelli dentro e fuori la Chiesa.

 

 Articolo 3.

 

Fiduciosi nella grazia del Cristo Risorto, i membri del C.P.P. cercheranno di convertire il loro cuore nella convinzione profonda che lo Spirito Santo si manifesterà con frutti di amore fraterno, perdono, rinuncia di sè, pace e gioia.

Convinti del valore della Parola di Dio e della Eucarestia, le metteranno al centro della loro formazione spirituale promuovendo incontri di preghiera, riflessione e verifica del cammino di Fede, per tendere allo stile di vita delle beatitudini.

 

 Articolo 4.

 

I membri del C.P.P. faranno ogni sforzo per comprendersi, per collaborare tra loro e con tutti, dialogando, benedicendo come ricchezza la diversità dei carismi. Avranno stima del parere dell’altro, ritenendo che sia possibile non solo arricchire gli altri ma anche essere arricchiti.

 

 Articolo 5.

 

E’ preciso compito del C.P.P. prendere visione dei bilanci della Parrocchia. Non sono di competenza del C.P.P. le questioni economiche e l’amministrazione dei beni della Parrocchia, che vengono trattate dal Consiglio Affari Economici.

 

 Articolo 6.

 

Il C.P.P. fa proprie le norme indicate nel Codice di Diritto Canonico (Can. 536), nel Sinodo Diocesano XLVII (n° 147-148) e nel Direttorio per i Consigli Pastorali Parrocchiali del Cardinal C.M. Martini (maggio 1996), modella la sua azione sulle linee del Piano Pastorale proposto  all’interno della Chiesa Milanese dall’Arcivescovo e si mantiene in stretto collegamento con le Parrocchie del Decanato e con il Vicario Episcopale.

  

SECONDO CAPITOLO

COSTITUZIONE DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE

 

 Articolo 7.

 

Il C.P.P. è presieduto dal Parroco ed è costituito da membri di diritto e da 18 laici  eletti tutti con diritto di voto.

Sono membri di diritto:

-          il Parroco ed i Sacerdoti che in qualsiasi modo lo coadiuvano, la Suora responsabile della       "Scuola Materna Parrocchiale", il responsabile laico dell’oratorio, il rappresentante della            “Comunità e Famiglia” del Bostano.

 

Sono membri eletti:

-          dodici  laici scelti dalla Comunità Parrocchiale durante l'Assemblea Liturgica secondo i            gruppi di età;

-          sei laici nominati direttamente dal Parroco.

  

Articolo 8.

 

Ogni membro del C.P.P., anche se è espressione di gruppi operanti nella Pastorale Parrocchiale, non rappresenta un gruppo particolare ma tutta la Parrocchia; egli agisce senza vincolo di mandato.

 

 Articolo 9.

 

Il Parroco, su parere del Consiglio, sceglie un segretario tra i membri del Consiglio stesso od al di fuori di esso.

 

Al segretario compete:

-          tenere l'elenco aggiornato dei Consiglieri, trasmettere loro l'avviso di convocazione ed il          relativo ordine del giorno (O.d.G.). entro i termini prescritti , notare le assenze e riceverne le        eventuali giustificazioni;

-          ricevere le richieste di convocazione straordinaria e le proposte per la                         formulazione dell’O.d.G.;

-          redigere il verbale delle riunioni e tenere l'archivio del Consiglio.

 

 Articolo 10.

 

Alle sedute del C.P.P., secondo necessità e di intesa con il Parroco, potranno essere invitati esperti non aventi diritti di voto.

  

Articolo 11.

 

Nel rispetto dei principi di Comunione propri del C.P.P. le sedute dello stesso sono aperte, salvo indicazioni contrarie nell’O.d.G., a tutti i membri della Comunità Parrocchiale come auditori.

 

 Articolo 12.

 

Il C.P.P. dura in carica un quinquennio. Tre mesi prima della scadenza deve insediare la Commissione Elettorale secondo le modalità del Direttorio e le seguenti norme generali:

-segnalazione alla Comunità Parrocchiale dei Candidati, suddivisi in gruppi di  età;

-votazione dei Candidati da parte della Comunità Parrocchiale durante l'Assemblea Liturgica.

  

Articolo 13.

 

Ogni Consigliere che non partecipi a tre sessioni ordinarie consecutive senza giustificazione preventiva, decade e dovrà essere sostituito.

 

Articolo 14.

 

Le dimissioni di un membro del C.P.P. devono essere motivate e presentate per iscritto al Parroco, il quale decide se accettarle o respingerle.

 

Articolo 15.

 

I Consiglieri dimissionari sono sostituiti:

-          dal nominativo che occupi il primo posto della graduatoria dei non eletti, se trattasi di membri eletti dalla Comunità Parrocchiale durante l'Assemblea Liturgica;

-          da un altro nominativo scelto dal Parroco, se trattasi di membri eletti dal Parroco.

 

TERZO CAPITOLO

CARICHE

 

 

Articolo 16.

 

Presidente del C.P.P. è il Parroco che, in caso di assenza, si farà sostituire da un moderatore del C.P.P.

Spetta al Presidente:

-          convocare il Consiglio;

-          stabilire l’O.d.G. in collaborazione con il Consiglio di Presidenza;

-          approvare e rendere esecutive le delibere del C.P.P.

 

 Articolo 17.

 

Il C.P.P. elegge tra i suoi membri tre moderatori laici che regolamentano a turno le sedute e gli interventi e preparano con il Presidente l’O.d.G.

Essi durano in carica cinque anni e sono surrogabili.

 

 Articolo 18.

 

Il Presidente, i moderatori ed il segretario formano il Consiglio di Presidenza.

Esso ha lo scopo di preparare i lavori delle sessioni del C.P.P.

Alle sue riunioni, secondo le esigenze, potranno essere invitati i coordinatori responsabili delle Commissioni del C.P.P.

Il Parroco potrà avvalersi di tale organismo per avere pareri su problemi urgenti la cui soluzione non possa essere rimandata ad altra data, con l’obbligo di relazionarne al primo C.P.P.

 

QUARTO CAPITOLO

CONVOCAZIONE E SVOLGIMENTO DELLE SESSIONI

  

Articolo 19.

 

Il C.P.P. viene convocato:

-          ordinariamente una volta al mese, possibilmente escludendo i mesi di luglio ed agosto;

-          straordinariamente a richiesta del Parroco o della maggioranza assoluta dei      Consiglieri.

 

 Articolo 20.

 

Il C.P.P. viene convocato dal Parroco ordinariamente con avviso scritto dieci giorni prima, con la precisazione dell'orario di inizio, orario indicativo di termine, relativo O.d.G. e sede dove si terrà la riunione.

 

  Di norma, ogni sessione del C.P.P. dovrà essere annunciata:

-          all'albo;

-          negli avvisi delle Messe della domenica precedente, invitando i fedeli alla preghiera per la        buona riuscita dei lavori.

  

Articolo 21.

 

Ogni seduta del C.P.P. sarà introdotta da una riflessione formativa-spirituale, seguita dalla lettura ed approvazione del verbale della seduta precedente.

  

Articolo 22.

 

Sono valide le sedute in cui sia presente la maggioranza assoluta dei membri (11). Per la validità delle deliberazioni è richiesta la maggioranza dei 2/3 dei presenti.

  

Articolo 23.

 

Ogni proposta, dopo essere stata esaminata, viene approvata o respinta con votazione finale. Nel caso la proposta consti di più articoli, può essere richiesta la votazione per ciascuno di essi.

  

Articolo 24.

 

I Consiglieri che desiderano intervenire devono chiedere la parola al moderatore. Il Parroco ed i moderatori cureranno i lavori del C.P.P. in modo che tutti i membri abbiano la possibilità di esprimersi, limitando gli interventi per una corretta amministrazione del tempo a disposizione.

  

Articolo 25.

 

La votazione ha luogo normalmente per alzata di mano.

Le votazioni avvengono per scrutinio segreto solo su richiesta di 1/3 dei presenti o se riguardano persone ed elezioni.

Gli scrutatori vengono scelti di volta in volta.

Nel verbale devono comparire i risultati di ogni votazione (favorevoli, contrari ed astenuti).

  

Articolo 26.

 

Le deliberazioni del C.P.P. diventano esecutive con l'approvazione del Parroco che, in caso contrario, ne manifesterà le motivazioni.

Perdurando le diversità di vedute, prima di ricorrere al Vicario Episcopale, il C.P.P. ricercherà attraverso il dialogo una soluzione che riaffermi l'unità della Comunità Parrocchiale.

 

QUINTO CAPITOLO

COMPILAZIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO

 

 Articolo 27.

 

L’O.d.G. è compilato dal Parroco con la collaborazione del Consiglio di Presidenza. I Consiglieri ed i parrocchiani che intendono proporre argomenti di lavoro, si devono rivolgere al Parroco per l'inclusione nell’O.d.G. od al segretario che li trasmetterà al Parroco.

Il Parroco valuterà l'ordine di priorità in relazione all'importanza delle proposte ed ai tempi tecnici delle discussioni e comunque renderà note ai Consiglieri tutte le proposte ricevute.

Nell’O.d.G. sarà sempre prevista la voce "Comunicazioni del Parroco".

 

 Articolo 28.

 

I piani di lavoro annuali delle commissioni che verranno istituite avranno la precedenza nell’O.d.G.

 

SESTO CAPITOLO

RAPPORTI DEL C.P.P. CON GLI ALTRI ORGANISMI

  

Prima sezione: Rapporti con le Commissioni di studio

 

 Articolo 29.

 

Per l'espletamento delle sue funzioni il C.P.P. si giova della collaborazione di varie Commissioni dallo stesso istituite. Esse, in ordine alle attività cui sono preposte, sono permanenti o temporanee. Le commissioni possono essere composte anche da persone non appartenenti al C.P.P.

Ogni Commissione deve eleggere nel proprio ambito un coordinatore responsabile che presenterà le relazioni dei lavori al C.P.P.

Per iniziative particolari il C.P.P. promuoverà la formazione di Comitati.

  

Articolo 30.

 

E' compito delle Commissioni:

-          studiare, nell'ambito della competenza determinata dal C.P.P., i problemi pastorali della          Parrocchia ed indicarne la soluzione adeguata;

-          riferire i risultati del proprio lavoro al C.P.P., inviandogli periodicamente copia dei verbali e,    se richiesto, riferendo direttamente alle sue sedute.

  

Articolo 31.

 

Ogni Commissione deve avere almeno un Consigliere del C.P.P. ed è comunque auspicabile che ogni membro del C.P.P. sia inserito attivamente nella vita della Comunità Parrocchiale.

  

Articolo 32.

 

Alle sessioni del C.P.P. nelle quali si esamina il lavoro delle Commissioni possono partecipare tutti i componenti della Commissione interessata, senza diritto di voto da parte di chi non è Consigliere.

  

Articolo 33.

 

Il Parroco ed i moderatori hanno il diritto di assistere alle riunioni delle Commissioni al fine di coordinare le attività.

  

Articolo 34.

 

Tutte le Commissioni permanenti e temporanee decadono col decadere del C.P.P.

  

Seconda sezione: Rapporti con le Comunità dei Fedeli.

 

Articolo 35.

 

I rapporti con la Comunità Parrocchiale vengono assicurati:

-          attraverso l'Assemblea Eucaristica (comunicati, documenti, annunci, iniziative...);

-          attraverso la stampa (notiziario parrocchiale, apposito albo, circolari...);

-          attraverso assemblee parrocchiali;

-          attraverso sessioni del C.P.P. aperte a tutti.

 

Il C.P.P.  si preoccuperà di coinvolgere nelle iniziative pastorali - in via preferenziale - i candidati non eletti.

 

 SETTIMO CAPITOLO

APPROVAZIONE DELLO STATUTO

 

 Articolo 36.

 

Il presente statuto dovrà essere approvato con la maggioranza dei 2/3 dei membri del Consiglio (14): sarà vigente e vincolante dalla data di approvazione del Vicario Episcopale.

 

  

Invocando l’Amore paziente di Dio, il C.P.P. si accinge a rendere operante il presente regolamento che - nel Suo Nome - potrà essere passibile di modifiche per essere strumento sempre adeguato alla realizzazione del Regno di Dio.

 

 

 

 

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